L’importanza di una corretta sicurezza dati

SICUREZZA DATI - Ma possibile che ancora non si comprenda l'importanza di mettere in sicurezza i nostri dati e quelli aziendali? In realtà è un argomento così importante che la National Cyber Security Alliance (NCSA) e il dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (DHS) hanno dato vita alla campagna Cyber Security Awareness Month. Ovvero hanno dedicato il mese di ottobre 2021 alla sensibilizzazione degli utenti e delle aziende verso il tema della sicurezza dati personali e delle proprie infrastrutture IT.

L’importanza della sicurezza dati

Sono ormai più di venti anni che si parla di trasformazione digitale, ma oggi siamo nel pieno di questa transizione. Il processo si è poi accelerato con l’arrivo della pandemia, che ha dimostrato quanto sia importante usare a nostro vantaggio la tecnologia ed essere in grado di fornire servizi a distanza attraverso l’utilizzo di essa. In questo contesto storico non possiamo rifiutarci di innovare a chiuderci alle novità, ma dobbiamo allo stesso tempo conoscerne vantaggi e rischi.

Uno dei pericoli maggiori che incorriamo in quest’era di trasformazione digitale riguarda la sicurezza dati, personali e/o aziendali. Quando parlo di sicurezza dati mi riferisco a tutte quelle azioni in grado di salvaguardare i dati digitali da azioni indesiderate compiute da utenti non autorizzati. Queste operazioni possono infatti portare a danni enormi per la nostra persona, ma in particolar modo per il nostro business. Si va da un danno di immagine correlato alla reputazione della nostra azienda per arrivare fino a un danno economico. Uno studio condotto da IBM ha dimostrato che il costo medio di una violazione dei dati si aggira sui 3,92 milioni di dollari. Si tratta di una cifra economica enorme, che comprende vari fattori.

I pericoli per la sicurezza dati 

Quando si pensa alla violazione della sicurezza dei nostri dati spesso si fa riferimento solo ad attacchi esterni dovuti ai criminali informatici. In realtà i pericoli sono dovuti anche all’errore umano e all’utilizzo di una tecnologia informatica inadatta. Questi ultimi fattori hanno assunto un’importanza maggiore dopo la pandemia da Covid-19 e l’incremento dello smart working. Con esso è stato accreciuto anche il quantitativo di dati scambiati e informazioni che ogni giorno vengono condivise con un numero crescente di utenti.

Questi processi non sono affatto semplici visto la qualità del comparto tecnologico a disposizione della maggior parte delle aziende e dei livelli di conformità e privacy a cui i dati sono sottoposti. Per questo è importante investire nella sicurezza dati attraverso l’utilizzo di software integrati che garantiscano la protezione end-to-adeguata. Implementare oggi la tecnologia informatica permette di risparmiare domani in seguito alla perdita dei dati.

Affidarsi agli esperti

Purtroppo non esiste la certezza matematica di evitare eventuali attacchi informatici o che per errore venga inviato materiale sensibile al soggetto sbagliato, però si possono mettere in atto soluzioni per evitarlo. Troppo spesso si interviene per riparere i danni, ma in questo caso è necessario prevenirli. Per questo sul mercato sono presenti professionisti di cyber security in grado di fornire l’assistenza più sofisticata e adatta alle nostre esigenze.

L’importante, per noi, è affidarci alle persone giuste, che rispettano standard aziendali alti e la cui esperienza è dimostrata da anni di attività nel settore. Troppo spesso infatti si verificano casi di aziende che cavalcando l’onda della necessità si spacciano per professionisti acclamati, ma in realtà fino a ieri si occupavano di tutt’altro. Scegliere la giusta azienda di cyber security è il primo passo per mettere in sicurezza i nostri dati.

Per saperne di più sul Cyber Security Awareness Month

Il metaverso non sostituirà la vita vera

METAVERSO - Ma possibile che non si capisca che la realtà virtuale non sostituirà la vita vera? Il Metaverso riproduce tutto ciò che è presente nella vita reale ma non lo esclude, anzi lo rende più accessibile.

L’origine del Metaverso

Nel mondo dei social e della tecnologia in generale un argomento molto attuale e caldo è quello del “Metaverso”. Si tratta di un progetto che Mark Zuckerberg vuole realizzare nell’immediato futuro, ma un concetto che esiste nella nostra cultura già dai primi anni novanta.

La paternità del termine metaverso è infatti attribuita a Neal Stephenson, che usa questo vocabolo nel suo romanzo fantascientifico Snow Crash, del 1992. Il romanzo è ambientato in un mondo parallelo dove le persone possono interagire tra di loro e con lo spazio circostante attraverso avatar in 3D. All’interno di questo mondo parallelo, rappresentato come una sfera nera, ogni persona con il proprio avatar è in grado di costruire in 3D tutto, dalle case, ai parchi, dagli uffici, ai negozi. Non solo, all’interno del Metaverso ha la possibilità di vivere una vita completamente identica a quella reale.

Il Metaverso oggi

Dagli anni novanta ad oggi il termine è stato più volte ripreso, specialmente nel settore dei videogiochi come Fortnite, ma è stato Mark Zuckerberg a dare una prospettiva più reale al mondo virtuale. Il CEO di Facebook ha affermato di voler dar vita a “un internet incarnato, in cui invece di limitarsi a visualizzare contenuti, ci sei dentro”. L’idea è quella di avere accesso ad un luogo virtuale in cui però poter sperimentare tutte le occasioni che si presentano nella vita reale, come se vi fossimo fisicamente. Ad interagire per conto nostro sarà però un avatar, o nella versione più aggiornata, la nostra stessa proiezione olografica. Quello che fa in sostanza è riunire in un unico posto più tecnologie che riguardano il settore delle e-mail, videoconferenze, blockchain, videogiochi, streaming, tecnologia immersiva 3D. Nell’immaginario del suo ideatore moderno il metaverso rappresenta il “big step” della rivoluzione digitale.

Nel progetto di Zuckerberg il metaverso sarà “una visione che comprende molte aziende”. Tutti potranno abitare questo luogo, ma nessuno lo possederà. Accessibilità e interoperatività saranno le parole chiave a guida del metaverso. Tutti potranno creare, sviluppare contenuti ed essere presenti compresi musei, biblioteche, piazze, giardini, negozi.

Molte aziende hanno cominciato a investire

Per poter rendere l’esperienza ancora più immersiva Zuckerberg nel 2014 ha acquistato il produttore di device VR Oculus per 2 miliardi di dollari. Così facendo vuole cercare nel tempo di rendere il costo di questi dispositivi più economico e accessibile. Oltre a questo, le notizie dicono che Facebook stia investendo 5 miliardi all’anno per dare vita a tutte le tecnologie necessarie a questo progetto. Ma per il suo CEO i ricavi, una volta che il metaverso sarà online, non arriveranno dalla vendita dei dispositivi, ma dalla partecipazione di più persone possibili, che condivideranno la propria economia con quella del metaverso.

Notizia recente riguarda le opportunità di lavoro che Facebook ha in progetto di mettere a disposizione. Una nota ufficiale emessa domenica 17 ottobre 2021 riporta infatti che solo nell’Unione Europea verranno garantiti da Metaverso 10.000 milioni di posti di lavoro, per figure come ingegneri altamente specializzati, ma non solo. Infatti nella nota si legge l’intenzione da parte di Facebook di investire “nel potenziale del talento tecnologico europeo”.

Ad investire non è solo il colosso social più famoso al mondo. Sono molteplici i settori che vogliono farsi trovare pronti. Tra questi troviamo le compagnie telefoniche, l'industria dei videogiochi con Epic Games e il suo Fortnite in vantaggio sulla concorrenza. Ma anche il mercato delle aziende un po’ più piccole sta scoprendo le opportunità che il metaverso offre e ci sono già aziende in grado di farsi trovare pronte quando questo diventerà realtà.

Il Metaverso non minaccia il mondo reale

Se da una parte ci sono molte aziende entusiaste di far parte del progetto Metaverso, ci sono anche molte realtà che gli muovono critiche. La paura principale è quella che un giorno ci si ritrovi a vivere seduti davanti a dispositivi con le nostre riproduzioni 3D a muoversi e interagire per noi. La pandemia che abbiamo mostrato ci ha insegnato come sia semplice comunicare anche senza incontrarsi e quanti vantaggi questo porta portare. Allo stesso tempo però ci ha anche dimostrato quanto sia importante per ognuno di noi il contatto ravvicinato e la condivisione reale di spazi ed esperienze.

Il Metaverso, come tutta la tecnologia legata alla realtà virtuale 3D, non vuole sostituire la vita reale, quella che compiamo all’esterno e che comporta anche il contatto fisico. Il vero scopo della realtà immersiva è quello di sostenere la vita reale, portando sul mercato alternative che permettono di andare a coprire delle mancanze. Per esempio penso a tutte quelle realtà lavorative con pochi strumenti finanziari a disposizione. Per loro acquistare uno spazio all’interno di un Expo o di una fiera in presenza è spesso proibitivo. Ciò però è limitante perché non offre loro la possibilità di ampliare i propri confini lavorativi. Al contrario investire in uno spazio all’interno di un expo virtuale è alla portata di tutti i portafogli aziendali. Così si possono raggiungere clienti in ogni parte del mondo, incrementando le possibilità di crescita del proprio ROI.

Un evento ibrido va a costituire quindi un’opportunità per la vita vera e offre un’interazione ottimale tra vita reale e realtà virtuale. Il metaverso si inserisce in questa concezione andando a riunire in un unico luogo e implementando tutto quello che già abbiamo a disposizione e di cui abbiamo già fatto un’esperienza positiva. Questo concetto inoltre si può applicare a molti ambiti anche al di fuori del settore lavorativo.

Apertura a nuove opportunità

Voglio concludere con una frase presente nella nota di Facebook firmata Nick Clegg, vice presidente global affairs, e Javier Olivan, vice presidente central product services:

“Il Metaverso si basa sull’idea che rafforzando la sensazione di “presenza virtuale”, l’interazione online può diventare molto più vicina all’esperienza che si ha con le interazioni di persona. Il Metaverso ha il potenziale di aiutare a sbloccare l’accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche.”

Ma possibile che non si capisca l’importanza di avere giovani in azienda?

GIOVANI AZIENDA - Ma possibile che non si capisca l’importanza di avere giovani in azienda? Il confronto tra idee è ciò che spinge il miglioramento. La presenza di diverse figure professionali permette di avere un continuo scambio di vedute. Ma è importante però avere anche eterogeneità in termini di età così da poter contare sul idee sempre fresche e innovative rese concrete da anni di esperienza diretta sul campo. Purtroppo però questo è un concetto che non sempre viene compreso e i dati lo dimostrano.

La crisi occupazionale giovanile

All’interno di un’azienda per far sì che questa cresca e si migliori costantemente è necessario che ci sia un continuo scambio di opinioni e di idee. Il confronto costruttivo permettere di mettere sotto gli occhi di tutti le possibilità in gioco e valutare criticamente quali funzionano, quali no e quali possono essere implementate. Se nel gruppo di lavoro però si trovano solo ed esclusivamente persone molto simili tra loro, per competenze, età e genere, ad esempio, non è semplice individuare punti di vista differenti.

I dati relativi alla crisi occupazionale dimostrano come donne e giovani siano coloro che più difficilmente trovano un impiego. Il problema però non è la crisi economica seguita alla pandemia da Covid-19, poiché i dati erano allarmanti già nel 2019. Infatti Il tasso di disoccupazione per la fascia di età 15-24 anni è arrivato a 29,4%. Il numero fa ancora più paura quando ci si rende conto che è esattamente tre volte maggiore rispetto al 9,8% relativo al il tasso di disoccupazione registrato a livello nazionale per l’intera popolazione dai 15 ai 64 anni. Con questi dati l’Italia non si trova ultima nella classica dell’Unione Europea solo perchè Spagna e Grecia fanno peggio.

Giovani non assunti in azienda perché ritenuti non competenti

Ad oggi sono state introdotte politiche che incentivano l’assunzione di personale giovane all’interno delle aziende ma non funzionano. Il loro fallimento non sta negli incentivi che promettono, ma nelle differenti prospettive che si trovano ad avere giovani e mercato del lavoro.

Secondo l’opinione pubblica infatti i giovani o non hanno le competenze necessarie per trovare velocemente un impiego degno di questo nome, oppure chiedono una retribuzione non consona alla loro esperienza. Forse però sono considerazioni troppo semplicistiche. Infatti secondo i dati OCSE nel mercato lavorativo ben il 40% dei lavoratori ha competenze non riconducibili all’impiego che ricopre. Questa percentuale si divide poi equamente tra coloro che sono sovra-qualificati e coloro che sono sotto-qualificati. Ciò implica che la piaga delle competenze non riconosciute colpisce in egual modo giovani ed esperti. Quindi non è qui che sta il problema. Forse e, ripeto forse, nel mondo lavorativo non c’è la capacità molto spesso di guardare avanti e quindi non si ha nemmeno la voglia di investire in un progetto a lungo termine, capace di dare ottimi risultati, ma con il tempo.

I giovani sono un valore aggiunto dell'azienda

Tutte le considerazioni precedenti sono sacrosante, ma avere diversificazione all’interno del proprio ambiente lavorativo è vitale per la crescita. Un’azienda che riesce a far lavorare insieme giovani e non ha solo da guadagnare. Perché ha la possibilità di avere da una parte entusiasmo, voglia di fare ed idee nuove e fresche e dall’altro ha una componente più matura che, grazie alle sue esperienze sa come queste proposto possono funzionare nel migliore dei modi. Questa sinergia viene spiegata molto bene una mia carissima collega, Cristina Giotto, nell’intervento a Lugano Living Lab, in cui affronta anche il tema del divario generazionale:

“In questo momento epocale è necessario dare fiducia ai giovani, che non sanno solo pigiare un bottone, ma sanno fare veramente tanta roba. Sono ragazzi di valore che forse è vero magari si esprimono molto di più con la tecnologia ma sanno veramente fare, e fare bene. Devono avere un'opportunità per lavorare in aziende dove possano portare un valore incredibile, un know-how veramente grande. Il confronto-scontro tra generazioni può essere un valore aggiunto. Io veramente mi auguro che le aziende diano fiducia ai ragazzi e che possano veramente portare una ventata di innovazione e di competenze.”

Per sapere quali altri benefici può avere un'azienda, clicca qui.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]