Vinophila, il primo Expo virtuale dedicato al mondo del vino

VINOPHILA - Già prima della pandemia, ma con maggior ragione dopo, abbiamo cominciato a trasferire la nostra vita online. Questo ci porta a dipendere da essa e a chiedere un suo continuo aggiornamento e miglioramento, per rendere l'esperienza di internet più reale possibile. Una delle cose che fino ad ora mancava era la possibilità di essere in rete e poter condividere anche uno spazio con cui poter interagire e poter compiere virtualmente tutto quello che possiamo fare nella vita reale. A dare una soluzione a ciò è intervenuto Mark Zuckerberg e la sua idea di metaverso e c’è chi già fa delle prove, come Vinophila, il primo Expo virtuale dedicato al mondo del vino.

Il metaverso

Chi segue un po’ le notizie relative ai grandi colossi informatici, o segue il mondo fantascientifico, avrà già sicuramente sentito parlare del termine “Metaverso”. Ma andiamo a spiegare di cosa stiamo parlando e di ciò che attualmente si sta muovendo intorno a questo concetto. La parola è composta dal prefisso “meta” che significa “oltre” e da “universo”. La paternità di metaverso è da attribuirsi a Neal Stephenson, che usa questo termine nel suo romanzo fantascientifico Snow Crash, del 1992. Il romanzo è ambientato in un mondo parallelo dove le persone possono interagire tra di loro e con lo spazio circostante attraverso avatar rappresentanti se stessi. Dagli anni novanta ad oggi il termine è stato più volte ripreso, specialmente nel settore dei videogiochi come Fortnite, ma è stato Mark Zuckerberg a dare una prospettiva più reale al mondo virtuale.

Il CEO di Facebook ha affermato di voler dar vita a “un internet incarnato, in cui invece di limitarsi a visualizzare contenuti, ci sei dentro”. L’idea è quella di avere accesso ad un luogo virtuale in cui però poter sperimentare tutte le occasioni che si presentano nella vita reale, come se vi fossimo fisicamente. Ad interagire per conto nostro sarà però un avatar, o nella versione più aggiornata, la nostra stessa proiezione olografica. Nell’immaginario del suo ideatore moderno il metaverso rappresenta il “big step” della rivoluzione digitale.

L’economia del metaverso

Nel progetto di Zuckerberg sarà “una visione che comprende molto aziende, l’intero settore”. Tutti potranno abitare questo luogo, ma nessuno lo possederà. Accessibilità a interoperatività saranno le parole chiave che guideranno il metaverso. Tutti potranno creare, sviluppare contenuti ed essere presenti compresi musei, biblioteche, piazze, giardini, negozi. Per poter rendere l’esperienza ancora più immersiva Zuckerberg nel 2014 ha acquistato il produttore di device VR Oculus per 2 miliardi di dollari. Così facendo vuole cercare nel tempo di rendere il costo di questi dispositivi più economico e accessibile. Oltre a questo, le notizie dicono che Facebook stia investendo 5 miliardi all’anno per dare vita a tutte le tecnologie necessarie a questo progetto. Ma per il suo CEO i ricavi, una volta che il metaverso sarà online, non arriveranno dalla vendita dei dispositivi, ma dalla partecipazione di più persone possibili, che condivideranno la propria economia con quella del metaverso.

Per essere un metaverso completo deve, infatti, essere integrato con un’economia funzionante. A questo aspetto stanno puntando i massimi vertici del settore crypto che vogliono usare questo strumento per separare definitivamente la finanza tradizionale dalla blockchain. I partecipanti potranno portare con se’ nello spazio alternativo i propri beni e tutti gli acquisti fatti sia dentro che fuori, come app, vestiti, accessori e molto altro.

Vinophila

Si chiama Vinophila ed è il primo Expo virtuale dedicato al mondo del vino e dell’agroalimentare: una piattaforma 3D immersiva dove è possibile svolgere direttamente dal proprio computer o smartphone tutte le attività che si fanno normalmente in una fiera: visitare stand; incontrare produttori; richiedere materiale o campioni; ottenere l’accesso ad una degustazione; partecipare a seminari ed eventi; avviare trattative commerciali. Ma tutto questo sarà possibile farlo da remoto, tramite un Avatar, senza muoversi dal proprio ufficio o dal luogo in cui ci troviamo in quel momento.

A lanciare Vinophila è una startup triestina, Labhornet, cui partecipano diverse realtà del mondo del vino, guidata da Lorenzo Biscontin, manager e docente universitario, con una lunga esperienza internazionale dell'agroalimentare di eccellenza. Ad affiancarli in questo progetto c’è Advepa Communication e la sua esperienza decennale nel campo delle fiere e dalla tecnologia immersiva 3D.

Le parole degli addetti ai lavori

“Vinophila va nella direzione della convergenza tra ambito fisico ed ambito digitale in un’unica realtà. Si tratta dell’idea di metaverso che tanto ha fatto discutere recentemente e che nella visione di Labhornet è un concetto logico prima ancora che tecnologico” - Afferma Lorenzo Biscontin

“Non ci sono soltanto le manifestazioni fieristiche – aggiunge l’AD di Labhornet -: pensiamo alle centinaia di eventi legati all’agroalimentare che possono convogliare sul territorio un numero limitato, ad esempio, di buyer o opinion-maker: con Vinophila questi eventi possono essere rilanciati nel mondo, su una platea molto più vasta di operatori commerciali, giornalisti e semplici appassionati, moltiplicando la visibilità ed i risultati economici”.

Un futuro lontano ma non così troppo

Ancora siamo lontani dalla visione completa di metaverso che Zuckerberg ha presentato, ma non così tanto quanto si potrebbe pensare. Nel mondo sono molte le tecnologie che presentano similitudini e che hanno già imboccato la strada per farsi trovare pronti nel momento in cui il metaverso farà ufficialmente il sui ingresso nel mercato. Tra questi c’è Advepa Communication, e a spiegarlo e Rossano Tiezzi, direttore commerciale dell'azienda:

“Advepa da sempre si prefigge lo scopo di anticipare i tempi e offrire i migliori servizi ai propri clienti. Oggi la trasformazione digitale vede il mercato proiettato verso il Metaverso: Advepa Communication ne fa già parte e Vinophila ne è un esempio”.