Hamid-Reza Khoyi: “Obiettivo decarbonizzazione: il nucleare fa parte della soluzione”

La crisi climatica prima, la guerra in Ucraina dopo, ci hanno portati a riflettere maggiormente sul tema del nucleare. Non ne parlo in termini di arma di distruzione, ma come possibile fonte di energia. Le controversie su questo possibile impiego sono molteplici e quasi tutte legate alla sicurezza degli impianti. Sono vivi nel ricordo di molte generazioni ancora in vita i disastri di Chernobyl e di Fukushima. Ma è ancora valido, oggi, utilizzare questi esempi per fare dell’ostruzionismo all’utilizzo del nucleare come fonte di energia pulita? Proviamo a parlarne insieme. 

Global Warming

Gli accordi di Parigi hanno stabilito che ogni Nazione - ma anche i singoli - deve impegnarsi ad attuare piani che ci permettano di mantenere il global warming sotto 1,5° entro il 2100. Nonostante questo cresce sempre più la paura che le temperature raggiungano il punto di non ritorno tra il 2023 e il 2052. Per questo sono stati intensificati gli sforzi, anche da parte dell’ONU stesso, per trovare quelle che sono le soluzioni, ritenute migliori, per raggiungere il prima possibile gli obiettivi dell'Agenda 2030 in fatto di clima. 

L’IPCC, cioè Intergovernmental Panel on Climate Change, ovvero l’organo dell’ONU che si occupa di valutare la ricerca scientifica in merito al cambiamento climatico, nel 2018 ha quindi pubblicato il “Global Warming of 15°C”. Si tratta di un report basato su 6 mila studi differenti, da cui sono emersi quattro scenari possibili e attuabili, riportati da "L'Avvocato dell'Atomo".

1- Scenario dell’efficienza:

"La domanda di energia cala grazie all’efficientamento dei processi sociali, tecnologici e aziendali entro il 2050. Rimane solo da riforestare. 

2- Scenario della sostenibilità:

Prevede un aumento dell’uso di energie sostenibili e low-carbon, della cooperazione internazionale; pattern di consumo sostenibili e utilizzo di Bioenergy con carbon capture & storage (BECCS).

3- Scenario realistico

Una via di mezzo: la crescita tecnologica e sociale continuano ai ritmi attuali seguendo cicli storici. Le emissioni si riducono cambiando il modo di produrre energia. 

4- Scenario turbo

Crescita globale intensiva. Si inquina a manetta. Come si riducono le emissioni? Con un utilizzo massiccio di tecnologie BECCS e CDR (Carbon Dioxide Removal). 

Cosa hanno in comune questi scenari? Tutti prevedono un aumento dell’uso dell’energia proveniente dal nucleare: dal 59% al 106% entro il 2030; dal 98% al 501% entro il 2050. "

Hamid-Reza Khoyi: “Obiettivo decarbonizzazione: il nucleare fa parte della soluzione”

Il “Global Warming of 15°C” non fa riferimento solamente all’energia nucleare, ma parla anche delle fonti di energia rinnovabili. Sì perché il nucleare non è La Soluzione alla decarbonizzazione ma fa parte delle soluzioni. Il suo utilizzo non potrà, ovviamente, essere esclusivo, ma condiviso. Infatti, sia il nucleare che le rinnovabili hanno dei limiti. 

Partiamo dalle rinnovabili

Sono fonti di energia allenatore e non disponibili in tutto il pianeta. Ad esempio le fonti idrologiche sono limitatamente disponibili e da sole sono insufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico. Per quanto riguarda le biomasse possono invece portare ad un effetto contrario: aumentare il nostro impatto sull’ambiente. Se i gestori di impianti sono più attenti al profitto che al benessere dell’ambiente potrebbero provocare una deforestazione massiccia per aumentare i ricavi.

Il nucleare

Il nucleare è in grado di coprire dal 20 al 70% del fabbisogno di energia. Già questo dato ci mostra come da solo non possa coprire l’intera richiesta, anche se si tratta di numeri nettamente superiori rispetto alle rinnovabili prese singolarmente. La vecchia generazione di reattori però ha bisogno di un ingente numero di risorse idriche per funzionare e questo la rende inutilizzabile e altamente pericolosa in quelle zone a rischio sismico e idrogeologico. 

Il connubio tra energia rinnovabile e nucleare però non dovrebbe nascere solo per sopperire alla mancanza di una o dell’altra. Possono essere usate insieme anche per aiutare l’una ad incrementare l’utilizzo dell’altra. Ad esempio, si fa molta fatica ad ottenere i permessi per la costruzione di nuove dighe da utilizzare per creare bacini artificiali per produrre energia idrica.

Se avessimo più centrali nucleari, potremmo utilizzarle, ad esempio, per rifornire quelle già esistenti attraverso sistemi di pompaggio alimentati con energia proveniente dal nucleare. In questo modo si creerebbe un circolo di produzione green che esclude definitivamente l’utilizzo del carbon fossile e fornisce un quantitativo di energia sufficiente. 

Le controversie intorno all’energia nucleare

Le maggiori obiezioni che girano intorno all’energia nucleare, riguardano principalmente due aspetti: la sicurezza e lo smaltimento delle scorie. 

Quando si parla di sicurezza, chi muove obiezioni, sembra alzare un muro che non gli permette di guardare oltre. E cosa c’è oltre? La crescita tecnologica. Stiamo, infatti,  condannando dei sistemi che oggi si basano su centrali di 50 anni fa e non si guarda al progresso e all'evoluzione fatta. Non possiamo basarci sugli errori del passato.

Ci sono state delle stragi - verissimo - ma provengono da errori che ci hanno permesso di imparare. Negli ultimi decenni la tecnologia ha fatto grandi passi in avanti. Le centrali di oggi sono molto più protette e sicure tanto che, adesso, lo scopo degli studi, si concentra sul renderle più piccole, in modo da occupare meno spazio sul territorio. 

Le centrali, in futuro, potranno anche occupare meno spazio, ma c’è bisogno che qualcuno conceda quello spazio per poterle impiantare. In Italia, ad esempio, sono molti i luoghi individuati per poter accogliere una centrale nucleare, ma nessuno vuole renderli disponibili. Perchè? Tutti hanno paura delle scorie radioattive. Non ho le competenze tecniche per potervi dare tutte le spiegazioni di cui avreste bisogno, quindi vi invito a leggere questo approfondimento dell’Associazione Italiana Nucleare, che parla proprio dei rifiuti nucleari.  

Quello che posso dire è che non possiamo giocare allo scaricabarile con la salvaguardia del pianeta. 

Cambiare idea! 

Non è mai troppo tardi per cambiare idea. Vi faccio l’esempio della Svizzera. Qui ci sono quattro impianti nucleari attivi ed è stato deciso che entro il 2025 andranno chiuse tutte. Per il momento solo una è stata disattivata, ma solo nel 2034 potrà essere utilizzata l’area della centrale dismessa.

Per le altre 3 non sappiamo ancora nulla ed è molto probabile che non si arriverà allo spegnimento totale. Lo stato attuale degli eventi potrebbe infatti portare alla decisione - a mio avviso più appropriata - di rinnovare le centrali ancora attive, che risalgono agli anni 70. 

Ovviamente non possiamo dire che il nucleare sia perfetto, ma non possiamo nemmeno negare i benefici che può portare e i grandi passi in avanti che sono stati fatti. Non lo escludiamo a prescindere ma accogliamolo ed integriamolo con le altre fonti di energia green e salviamo il nostro Pianete. 

Stella Vita, un camper fotovoltaico energeticamente autosufficiente

STELLA VITA - Fino ad ora siamo stati portati a pensare che gli unici sostituti a carburanti fossili per i veicoli di trasporto fossero solo ed esclusivamente motori elettrici o alimentati a e-fuels ricreati in laboratorio. C’è però chi per i motori elettrici ha ben pensato di alimentarli  energia ricavata da fonti rinnovabili. Tra questi ci sono dei ragazzi della Eindhoven University of Technology, Olanda, che hanno creato Stella Vita, un camper energeticamente autosufficiente.

I veicoli Stella del Solar Team

Dai Paesi Bassi, più precisamente dalla Eindhoven University of Technology, arriva Stella Vita, un camper energeticamente autosufficiente. I 22 giovani studenti del gruppo Solar Team Eindhoven hanno presentato la prima “casa mobile” alimentata grazie ad un sistema di pannelli solari. Il team non è nuovo a questo tipo di progetti. La loro esperienza parte con Stella, la prima auto da corsa solare per famiglie realizzata nel 2013. Ma all’appello ci sono anche Stella Lux, Stella Vie e Stella Era. Tutti questi veicoli sono stati anche vincitori si esclusivi premi al World Solar Challenge in Australia. Tra questi mezzi quello che più ha portato al successo il Solar Team, prima di Stella Vita, è stato Stella Lux, perchè capace di ricaricare altri veicoli grazie all’energia in eccesso che riesce a produrre.

Il progetto Stella Vita

Il camper Stella Vita è dotato di una carrozzeria che coniuga estetica ed efficienza grazie all'aspetto contemporaneamente moderno e aerodinamico. Il tetto e gli elementi laterali estensibili sono ricoperti da pannelli solari, fornitori dell’energia che alimenta tutta le componenti del camper. Il tetto inoltre ha la possibilità di sollevarsi a soffietto così da potersi godere interamente il comfort degli interni e usufruire i pannelli solari aggiuntivi.

“Per l’uso quotidiano è stato progettato un interno confortevole, ma il più leggero ed efficiente possibile”.

Dichiarano i membri del team elencando poi gli elementi interni: un letto, un frigo, un bagno, un divano e un angola cottura, oltre alla postazione di guida. Proprio il guidatore, grazie al sistema di infotainment sul display, è costantemente informato sui livelli di consumo di energia.

I circa 17.5 metri quadri di pannelli solari producono l’energia necessaria ad un motore elettrico alimentato da una batteria agli ioni di litio da 60 kWh e tutti gli altri elementi del camper, come angolo cottura, illuminazione, tv e frigo. Nelle giornate di sole Stella Vita può percorrere fino a 730 km toccando punte di velocità vicino ai 120 km/h. In caso di mancanza di sole o esaurimento di energia autoprodotta nulla comunque toglie di ricaricare il camper alle colonnine pubbliche. In condizioni normali i tempi di ricarica legati ai pannelli solari vanno dai due ai tre giorni.

Un tuor fino in Spagna per dimostrare le qualità di Stella Vita

La prima presentazione di Stella Vita c’è stata a marzo davanti ad un pubblico pieno di giovani. Ma la vera dimostrazione delle prestazioni del camper il Solar Team vuole darle su strada. Per questo dal 19 settembre sono partiti per un viaggio lungo 2.363 km che partendo dall’Olanda porterà il camper a Punta de Tarifa, la località più meridionale della Spagna.

Energia rinnovabile: quanto costa un parco eolico

ENERGIA RINNOVABILE - I dati riportati dall’ONU nell’ultimo report sui cambiamenti climatici mettono in evidenza la necessità di agire ancora più tempestivamente sulle emissioni di CO2. Un grande risorsa sono le energie rinnovabili e i mezzi migliori per farne uso. In Sicilia ed Emilia-Romagna prenderanno vita due nuovi parchi eolici realizzati in modo da ridurre l’impatto ambientale.

Pregi e difetti economici dell’energia rinnovabile

La ricerca continua di nuove fonti di energia rinnovabile è un punto focale dei ricercatori di oggi. A nulla servirebbe se poi però non venisse incentivato l'utilizzo di tali fonti nella vita di tutti i giorni. Mettere in atto la transizione ecologica richiede però di investire, inevitabilmente, ingenti fonti di denaro. Si parla secondo i dati di ESDE, l'Osservatorio sull’Occupazione e sviluppi sociali in Europa, circa 20 miliardi di euro solo per l’Europa.

Sono però somme doverose e necessarie che portano benefici diretti e indiretti alla popolazione. Si parla di vantaggi indiretti dovuti al miglioramento delle condizioni del nostro Pianeta, poiché si andrebbe a ridurre le emissioni di CO2 con la speranza di invertire la tendenza delle conseguenze dei cambiamenti climatici. I benefici diretti invece si possono individuare nei nuovi posti di lavoro che le fonti rinnovabile creano. Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che saranno più di 14 milioni di nuove occupazioni nel mondo, all’interno di un totale di 30 milioni dati da tutto il progetto di transizione ecologica.

Questi nuovi operatori avranno però bisogno di formazione e riqualificazione che comportano costi i quali sono però considerati all’interno dei 20 miliardi sopra citati. Per far fronte a queste spese la Commissione Europea ha dato vita al Fondo per una transizione giusta, che avrà a disposizione 19,2 miliardi di euro.

Gli investimenti di Sicilia ed Emilia-Romagna per parchi eolici

Le risorse stanziate dal Fondo sono un incentivo per gli enti pubblici a mettere in piedi progetti di transizione ecologica sul proprio territorio.

Sicilie ed Emilia-Romagna sono due Regioni italiane che hanno già in ballo due progetti importanti in tali termini. Si tratta della realizzazione di due parchi eolici. In Sicilia prenderà vita un parco eolico da 60 Km per un costo totale di 9 miliardi di euro. Il parco avrà poi uno scopo aggiuntivo. Sarà installato al largo delle coste siciliane e sarà fornito di telecamere e radar per monitorare i cetacei, oltre ad avere strutture per ospitare gli uccelli migratori.

In Emilia-Romagna invece verrà realizzato in parco eoli sempre sulla superficie marina ma accompagnato da un pannello fotovoltaico e da elettrolizzatori con il compito di produrre idrogeno verde dall’energia rinnovabile non utilizzata. Il progetto avrà un costo totale pari a 1 miliardo di euro circa.