Il calcio tra criptovalute e metaverso

DAVIDE MOSCARDELLI IL BARBAVERSO - Il calcio è da sempre attento a seguire l’andamento del mercato per aumentare l’engagement dei tifosi. È stato anche uno dei primi mondi a interessarsi attivamente alla blockchain con criptovalute, NFT e Fan Token. Inoltre è presente da tempo nel mondo virtuale e dei videogame. Ora è pronto ad una nuova rivoluzione con Davide Moscardelli e i suoi format direttamente dal metaverso ‘Il Barbaverso’ e ‘Il Barbaflash’. 

Il calcio va a braccetto con il Web3

Il web3 con la blockchain ha molteplici opportunità di implementazione e di utilizzo nel mondo del calcio e dello sport in generale. Diversi club, leghe e atleti si sono dimostrati disposti ad abbracciare la tecnologia della blockchain in modi diversi: chi vendendo spazi pubblicitari a società crypto, chi, soprattutto alcuni club, accettando semplicemente di apparire in una pubblicità o di mettere i loghi di società crypto sulle maglie della loro squadra. Questa entrata extra in particolare nel 2017 si è rivelata molto efficiente. 

A questo si aggiungono le nuove esigenze dei titosi. I fan, soprattutto nell’era degli sport di fantasia, sono sempre alla ricerca di più contenuti, di un margine maggiore e di “chicche” che possano aiutarli a dimostrare il loro fandom tra amici. Mentre molti club non lo farebbero mai, una piattaforma in abbonamento che ospita aggiornamenti interni, metriche proprietarie, media visivi e altre forme di contenuti incentrate sulla squadra, potrebbe facilmente convincere i tifosi irriducibili a pagare decine di euro per accedervi. 

Ottenere questi risultati economici è diventato sempre più difficile nell’era del ciclo di notizie sportive gratuite ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette: tuttavia, le piattaforme blockchain a pagamento anche con token di utilità, piene di contenuti unici e non replicabili, potrebbero separare ulteriormente il vero fan dagli imitatori.

Il fenomeno dei Fan Token

Alcuni concetti interessanti della blockchain includono la ricompensa per i tifosi per aver interagito con i siti dei club, per la loro condivisione dei contenuti e dei post di gradimento, per l’accumulazione di gettoni unici che possono essere scambiati con merce o altri premi di valore. insomma, una sorta di programma di fidelizzazione per i tifosi sportivi. 

I club possono anche organizzare concorsi su piattaforme blockchain, legando identificatori unici ai tifosi che possono acquistare i biglietti per gli eventi del club e, di conseguenza, partecipare a concorsi o omaggi. 

Inoltre, i club possono utilizzare una piattaforma blockchain per ricompensare i tifosi che, per esempio, illustrano un avatar originale di Twitter per l’account del club, con gettoni riscattabili per il merchandising e altri gettoni legati al club.

Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo dei Fan Tokens. Si tratta appunto di criptovalute, facenti parti della categoria degli utility token, che permettono ai tifosi sportivi di accedere ad una serie di beni e servizi capaci di influenzare le decisioni della squadra da cui sono emessi. I tifosi possono acquistare Fan Token grazie a criptovalute appropriate che però non è necessario possedere in quanto ad effettuare lo scambio ci pensa l’app di gestione competente. 

I benefici dei Fan Token per le società sportive

Per quanto riguarda il club essi rappresentano una sorta di “azioni” acquisite da un tifoso, che però non portano a modifiche in ambito societario e della proprietà del club. L’acquisto di Fan Token non comporta anche l’acquisizione di quote finanziarie ma solo di servizi particolari di cui può valersi il possessore. In questo modo le squadre non sono costrette a farsi carico anche degli oneri finanziari che azioni reali comportano. 

i Fan Token permettono di averi ricavi in tempo rapidi senza dover fare i conti con il sistema bancario. Nel mondo del calcio i maggiori club europei hanno riscosso circa 175 milioni di euro solo nel 2021. Ma non sono privi di rischi. Essendo criptovalute, come le “monete madri” non hanno un valore fisso, ma soggette a fluttuazioni. Questo comporta rischi specialmente per i tifosi acquirenti, che potrebbero ritrovarsi a perdere tutto nel giro di pochissimo tempo. Le perdite possono protrarsi per molto tempo o per poco, essere altamente significative o meno. Tra dicembre 2020 e gennaio 2021 si è già assistito ad una situazione del genere con i fan token di Roma e Juventus che hanno perso rispettivamente il 76.6% e il 36.3% di valore.

Come le società di calcio danno vita agli NFT e ai Fan Token 

Per la realizzazione di NFT e Fan Token le società agiscono in due modi, o si appoggiano ad aziende come Sorare o operano da sole dando vita ai propri progetti come i casi di Juventus e Fiorentina, ad esempio. Oppure si può avere un mix tra i due come nel caso del Paris Saint Germain che ha realizzato $PSG Fan Tokens, ovvero la moneta che il PSG ha creato con Socios.com nel 2020.

Ad interessarsi a queste tecnologie e nuove fonti di ricavi sono anche le federazioni come la Lega Serie A che ha creato con Crypto.com 7 NFT raffiguranti alcuni aspetti importanti della finale di Coppa Italia del 2021. Ci sono casi poi di singoli giocatori come Andrea Ranocchia che ha messo sul mercato “NFT IM SCUDETTO” la sua collezione in tiratura limitata.

Sorare invece ha messo in vendita un NFT di Cristiano Ronaldo che ha generato ricavi per 252.800 euro. Mentre la Federcalcio spagnola ha messo in vendita Fan Token per un totale di 12,5 milioni di euro, acquistabili da ogni singolo tifoso per un prezzo di 0,50 centesimi.

Esistono casi di club che hanno utilizzato le criptovalute come moneta per pagare parte degli stipendi ai giocatori. È questo il caso del PSG e di Lionel Messi. L’attaccante argentino alla firma del contratto con il club parigino ha accettato un contratto da circa 30 milioni annui più bonus di cui una parte è pagata in $PSG Fan Tokens. 

"Oggi nel lusso il consumatore vuole più un'esperienza che un prodotto. La sfida futura sarà trasformare ciò che viviamo in negozio o allo stadio nel digitale. O, chissà, nel metaverso" - Remo Ruffini, presidente e a.d. di Moncler a La Gazzetta dello Sport.

Davide Moscardelli guida la rivoluzione nel calcio con Il Barbaverso

Dopo la blockchain e le varie forme di token è il momento per il calcio di sperimentare anche l’altro lato del web3: il metaverso. E lo fa con Davide Moscardelli.

Dalla collaborazione con il bomber Davide Moscardelli (e la sua iconica barba) e la tecnologia 3D di Advepa nascono due nuovi format, Il Barbaverso e Il Barbaflash, per parlare di calcio e non solo in maniera virale. Sarà l’avatar di Davide Moscardelli a condurre la trasmissione online, con la collaborazione della giornalista Arianna Botticelli, in un innovativo studio interamente 3D. 

Davide Moscardelli curerà due format video per commentare tutto ciò che avviene nel mondo del calcio all’interno del metaverso. La prima puntata è in programma per lunedì 21 novembre e per accedere basterà scaricare l’app Barbaverso per IOS e Android e cominciare ad interagire nella piattaforma del metaverso.

Per entrare a far parte come pubblico al programma basta scegliere il proprio avatar e raggiungere Davide Moscardelli nello studio 3D per parlare di calcio e di sport anche in compagnia di molti ospiti! Ogni lunedì alle 18, appuntamento dunque con IL BARBAVERSO

Partirà poi anche un appuntamento con Davide Moscardelli in versione avatar nel mondo del metaverso e dei social: BARBAFLASH. Pillole di pochi minuti sui principali argomenti di calcio e di attualità per restare sempre aggiornati in compagnia del bomber Moscagol.

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Il metaverso scalabile di Advepa Communication

METAVERSO SCALABILE ADVEPA COMMUNICATION - Il 15 e 16 ottobre 2021 si è tenuta a Lugano la 25° edizione del Premio Möbius. Nella giornata di sabato sono stati presentati i progetti finalisti nelle categorie Grand Prix Möbius Suisse, Grand Prix Möbius Editoria Mutante, Möbius Giovani. Tra i finalisti nella categoria Editoria Mutante fiere e congressi immersivi di qualità c’era anche Swiss Virtual Expo, e il metaverso scalabile di Advepa Communication.

Il Premio Möbius

Il Premio Möbius è stato istituito dalla CIttà di Lugano e dalla Radiotelevisione Svizzera nel 1997, in collaborazione con il Prix Mobius International. Con il patrocinio dal 2015 della Fondazione Möbius Lugano per lo sviluppo della cultura digitale. La Fondazione si propone di sviluppare iniziative volte alla divulgazione e alla valorizzazione dei grandi temi della cultura digitale nei suoi vari aspetti, soprattutto umanistici e artistici, che toccano tematiche di grande rilevanza per l'evoluzione sociale.

Sono tante le “era geologiche” che hanno caratterizzato i cambiamenti della nostra società digitale negli ultimi venticinque anni e per cercare di capire dove stiamo andando servono riflessioni profonde e qualificate sui pilastri del nostro convivere civile: città e democrazia ne sono un esempio imprescindibile, così come le sfere culturali che fanno da sfondo ai diversi Möbius incontri del Venticinquesimo.

Riconoscimento al metaverso scalabile di Advepa Communication

Swiss Virtual Expo, realizzato mediante la tecnologia per ambientazione immersive 3D di Advepa Communication, si è aggiudicato il Premio Möbius nella categoria “Editoria Mutante con questa motivazione:

“Premiamo Swiss Virtual Expo per la capacità di progettare un metaverso scalabile, ecologico, utilizzabile anche al di fuori di occasioni espositive specifiche in cui proporre ed espositori ed utenti forme di co-creazione di contenuti e di spazi espositivi.”

Advepa si impegna infatti a realizzare e offrire alle aziende una tecnologia scalabile che non lasci indietro nessuno. All’interno delle ambientazioni immersive realizzate tutti possono trovare uno spazio e personalizzarlo, con investimenti minimi. I prodotti dell’azienda sono alla portata di tutti, con la possibilità di ricavarne profitti non proporzionati, capaci di incrementare il proprio ROI.

Vinophila, il primo Expo virtuale dedicato al mondo del vino

VINOPHILA - Già prima della pandemia, ma con maggior ragione dopo, abbiamo cominciato a trasferire la nostra vita online. Questo ci porta a dipendere da essa e a chiedere un suo continuo aggiornamento e miglioramento, per rendere l'esperienza di internet più reale possibile. Una delle cose che fino ad ora mancava era la possibilità di essere in rete e poter condividere anche uno spazio con cui poter interagire e poter compiere virtualmente tutto quello che possiamo fare nella vita reale. A dare una soluzione a ciò è intervenuto Mark Zuckerberg e la sua idea di metaverso e c’è chi già fa delle prove, come Vinophila, il primo Expo virtuale dedicato al mondo del vino.

Il metaverso

Chi segue un po’ le notizie relative ai grandi colossi informatici, o segue il mondo fantascientifico, avrà già sicuramente sentito parlare del termine “Metaverso”. Ma andiamo a spiegare di cosa stiamo parlando e di ciò che attualmente si sta muovendo intorno a questo concetto. La parola è composta dal prefisso “meta” che significa “oltre” e da “universo”. La paternità di metaverso è da attribuirsi a Neal Stephenson, che usa questo termine nel suo romanzo fantascientifico Snow Crash, del 1992. Il romanzo è ambientato in un mondo parallelo dove le persone possono interagire tra di loro e con lo spazio circostante attraverso avatar rappresentanti se stessi. Dagli anni novanta ad oggi il termine è stato più volte ripreso, specialmente nel settore dei videogiochi come Fortnite, ma è stato Mark Zuckerberg a dare una prospettiva più reale al mondo virtuale.

Il CEO di Facebook ha affermato di voler dar vita a “un internet incarnato, in cui invece di limitarsi a visualizzare contenuti, ci sei dentro”. L’idea è quella di avere accesso ad un luogo virtuale in cui però poter sperimentare tutte le occasioni che si presentano nella vita reale, come se vi fossimo fisicamente. Ad interagire per conto nostro sarà però un avatar, o nella versione più aggiornata, la nostra stessa proiezione olografica. Nell’immaginario del suo ideatore moderno il metaverso rappresenta il “big step” della rivoluzione digitale.

L’economia del metaverso

Nel progetto di Zuckerberg sarà “una visione che comprende molto aziende, l’intero settore”. Tutti potranno abitare questo luogo, ma nessuno lo possederà. Accessibilità a interoperatività saranno le parole chiave che guideranno il metaverso. Tutti potranno creare, sviluppare contenuti ed essere presenti compresi musei, biblioteche, piazze, giardini, negozi. Per poter rendere l’esperienza ancora più immersiva Zuckerberg nel 2014 ha acquistato il produttore di device VR Oculus per 2 miliardi di dollari. Così facendo vuole cercare nel tempo di rendere il costo di questi dispositivi più economico e accessibile. Oltre a questo, le notizie dicono che Facebook stia investendo 5 miliardi all’anno per dare vita a tutte le tecnologie necessarie a questo progetto. Ma per il suo CEO i ricavi, una volta che il metaverso sarà online, non arriveranno dalla vendita dei dispositivi, ma dalla partecipazione di più persone possibili, che condivideranno la propria economia con quella del metaverso.

Per essere un metaverso completo deve, infatti, essere integrato con un’economia funzionante. A questo aspetto stanno puntando i massimi vertici del settore crypto che vogliono usare questo strumento per separare definitivamente la finanza tradizionale dalla blockchain. I partecipanti potranno portare con se’ nello spazio alternativo i propri beni e tutti gli acquisti fatti sia dentro che fuori, come app, vestiti, accessori e molto altro.

Vinophila

Si chiama Vinophila ed è il primo Expo virtuale dedicato al mondo del vino e dell’agroalimentare: una piattaforma 3D immersiva dove è possibile svolgere direttamente dal proprio computer o smartphone tutte le attività che si fanno normalmente in una fiera: visitare stand; incontrare produttori; richiedere materiale o campioni; ottenere l’accesso ad una degustazione; partecipare a seminari ed eventi; avviare trattative commerciali. Ma tutto questo sarà possibile farlo da remoto, tramite un Avatar, senza muoversi dal proprio ufficio o dal luogo in cui ci troviamo in quel momento.

A lanciare Vinophila è una startup triestina, Labhornet, cui partecipano diverse realtà del mondo del vino, guidata da Lorenzo Biscontin, manager e docente universitario, con una lunga esperienza internazionale dell'agroalimentare di eccellenza. Ad affiancarli in questo progetto c’è Advepa Communication e la sua esperienza decennale nel campo delle fiere e dalla tecnologia immersiva 3D.

Le parole degli addetti ai lavori

“Vinophila va nella direzione della convergenza tra ambito fisico ed ambito digitale in un’unica realtà. Si tratta dell’idea di metaverso che tanto ha fatto discutere recentemente e che nella visione di Labhornet è un concetto logico prima ancora che tecnologico” - Afferma Lorenzo Biscontin

“Non ci sono soltanto le manifestazioni fieristiche – aggiunge l’AD di Labhornet -: pensiamo alle centinaia di eventi legati all’agroalimentare che possono convogliare sul territorio un numero limitato, ad esempio, di buyer o opinion-maker: con Vinophila questi eventi possono essere rilanciati nel mondo, su una platea molto più vasta di operatori commerciali, giornalisti e semplici appassionati, moltiplicando la visibilità ed i risultati economici”.

Un futuro lontano ma non così troppo

Ancora siamo lontani dalla visione completa di metaverso che Zuckerberg ha presentato, ma non così tanto quanto si potrebbe pensare. Nel mondo sono molte le tecnologie che presentano similitudini e che hanno già imboccato la strada per farsi trovare pronti nel momento in cui il metaverso farà ufficialmente il sui ingresso nel mercato. Tra questi c’è Advepa Communication, e a spiegarlo e Rossano Tiezzi, direttore commerciale dell'azienda:

“Advepa da sempre si prefigge lo scopo di anticipare i tempi e offrire i migliori servizi ai propri clienti. Oggi la trasformazione digitale vede il mercato proiettato verso il Metaverso: Advepa Communication ne fa già parte e Vinophila ne è un esempio”.

Ma possibile che gli sport minori acquistino dignità soltanto alle Olimpiadi?

SPORT MINORI OLIMPIADI - Ma possibile che gli sport minori riescono ad emergere solamente durante le Olimpiadi? In un'estate in cui, pur sull'onda dell'entusiasmo per la vittoria dell’Italia agli Europei, si fa un gran parlare degli stipendi sempre più alti dei giocatori e si levano voci sull’eventualità di inserire il concetto di salary cap e di calmierare le percentuali dei procuratori, gli italiani si ritrovano a far colazione davanti alle immagini degli atleti azzurri impegnati nei Giochi Olimpici di Tokio. Si celebrano medaglie storiche, ma di alcune delle quali non se ne riparlerà per altre quattro anni.

Dai salari con cifre da capogiro alla ricerca di più sostegni possibili 

A ogni nuova olimpiade si rinnova la medesima considerazione.. ma possibile che gli sport meno conosciuti rimangano sempre figlio di un dio minore? Se alcune discipline riescono a ottenere anche fuori dalle competizioni a cinque cerchi una buona visibilità, grazie anche alle eccellenze dei loro campioni, per altri sport sembra impossibile ottenere quel riconoscimento, quel sostegno di cui hanno assoluta necessità.

Dietro l’exploit di un atleta in una olimpiade ci sono anni di enorme impegno, sacrifici e rinunce che, nel caso di chi pratica sport meno appetibili dagli sponsor e dalla grande comunicazione diventano ancora più grandi. La famiglia e le Forze Armate che sovente li inseriscono nei propri gruppi sportivi garantendogli almeno la possibilità di allenarsi in modo adeguato, sono i principali motori di questo mondo che rimane spesso lontano dagli occhi del pubblico, se non in occasione dei grandi eventi o in caso di vittorie eccezionali.

Per rendere gli sport minori importanti anche al di fuori delle Olimpiadi basterebbe poco

Possibile che non ci sia nel nostro Paese la possibilità di dare una visibilità e un sostegno concreto a tutti gli sport in maniera costante? Pur rispettando gli interesse economici e le leggi del mercato, non si può trovare il modo di far conoscere e magari invitare alla pratica le nuove generazioni tutti gli sport che vivono silenziosi nelle palestre delle piccole città?

Io provengo dal mondo del calcio, lo sport privilegiato per eccellenza. Ho portato la mia passione anche nel mio lavoro, ideando portali virtuali che lo vedessero protagonista. Ma l’idea di allargare anche agli sport minori la possibilità di essere protagonisti anche del mondo virtuale mi affascina incredibilmente. Le possibilità di sviluppare idee e progetti in questo senso sono infinite, se fossimo in grado di trovare i giusti canali e  veicolare i giusti investimenti.

Tanto si potrebbe fare per creare una vera cultura dello sport che manca nel nostro Paese e che comunque non è paragonabile a quella dei paesi anglosassoni, Stati Uniti in Primis, che consentono ai migliori sportivi non solo di allenarsi ma di frequentare grazie allo sport le migliori Università.

Saranno anche sport minori ma alle Olimpiadi la gioia di medaglie è per tutti la stessa

Lo Sport, senza bisogno di scomodare motti latini o decoubertiniani, è sicuramente un grande maestro di vita. Ti richiede rigore e disciplina ma è anche balsamo per lo spirito. Ti mostra chi sei e cosa puoi raggiungere con l’impegno,  ti insegna a superare i tuoi limiti  e le tue paure ma anche  ad accettare le sconfitte ed esserne comunque fiero.

E se tutti abbiamo gioito davanti al tuffo di Donnarumma che ha parato l’ultimo rigore regalando il titolo europeo all’Italia, l’immagine di Maria Centracchio con il suo sorriso ferito e le mani provate dalla fatica che stringevano un bronzo più prezioso dell’oro, ci ha fatto davvero tremare il cuore. Per non parlare poi degli storici e splendidi ori ottenuti da Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, che nel giro di dieci minuti hanno compiuto un’impresa che rimarrà per sempre negli occhi e nel cuore di tutti gli italiani.

Le Olimpiadi sono un esempio anche di sostenibilità, per saperne di più clicca qui.

Ferrari riceve la certificazione Equal Salary

FERRARI CERTIFICAZIONE EQUAL SALARY - Il mondo dell’automobilismo è da anni impegnato nel raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Non solo per dare il buon esempio al copioso numero di appassionati ma soprattutto per fare concretamente la differenza per un mondo che ha sempre più necessità di essere sostenuto. La casa automobilistica Ferrari non è da meno. Lo ha dimostrato in vari modi, per ultimo ottenendo la certificazione di Equal Salary.

L’automobilismo, i suoi protagonisti e il loro impegno nel sociale

L’automobilismo è forse un settore che si presenta sotto più aspetti e sfaccettature. Si passa dalla realizzazione delle auto che ogni giorno noi usiamo, alle auto di lusso, a quelle sportive utilizzate per un numero considerevole di discipline diverse tra loro, fino ad arrivare adesso anche alla cimentarsi nella ristorazione e moda. Dati tutti gli ambiti su cui spazia si fa presto ad immaginare la quantità di persone che per una via o l’altra è vicino a questo ambiente. Non solo appassionati di belle auto ma anche coloro che sono attratti dalle alte velocità e dai percorsi spericolati.

Una citazione molto famosa afferma: “da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Sono poche le cose che si possono dire più vere di questa affermazione e l'ambiente automobilistico lo sa bene. I mezzi di trasporto e le corse automobilistiche sono da sempre dentro l’occhio del ciclone per quanto riguarda l’inquinamento. I fatti sono uno dei fattori che più contribuiscono all’inquinamento globale. Ma loro stessi ne sono consapevoli e da anni stanno già mettendo in pratica soluzione per ovviare a questo problema. Per esempio si è alla ricerca di carburanti green e si stanno sviluppando motori elettrici sempre più efficienti e accessibili al grande pubblico. Ma non ci si limita a questo perché l’attenzione alla sostenibilità è per le cause automobilistiche a 360°. Non si guarda solo all’eco-sostenibilità ma anche a rispettare tutti gli altri obiettivi che fanno parte adesso dell’Agenda 2030 dell’Onu.

Ferrari e la certificazione Equal Salary

Tra le case automobilistiche più famose e più impegnate nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità troviamo Ferrari. Il suo impegno è totale e lo si vede in numerosi aspetti. Nel corso del 2020 ha annunciato di mettere in commercio entro il 2025 la prima auto elettrica e con Shell è da tempo impegnata nella ricerca di carburanti verdi. Sotto questo ultimo punto di vista ha ottenuto già dei riconoscimenti, che però non sono arrivati da soli. Infatti sempre nel 2020 Ferrari ha ottenuto la certificazione Equal Salary per la parità di retribuzione tra donne e uomini con le stesse qualifiche e mansioni. Ferrari è la prima società italiana ad aver ottenuto questa specifica certificazione. Louis Camilleri, Amministratore Delegato di Ferrari S.p.A., ha dichiarato:

 “Siamo fieri di ricevere questa certificazione, che rappresenta una pietra miliare importante nel percorso verso il miglioramento continuo del nostro posizionamento e delle nostre azioni per un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle differenze. La parità retributiva e di opportunità non riguarda solo un principio di equità. È un pilastro fondamentale per attrarre, trattenere e sviluppare i migliori talenti e stimolare così l’innovazione e la nostra crescita nel lungo periodo”.

Questo primo riconoscimento è arrivato in base ai criteri stilati dalla Commissione Europea, ma è stata confermata nel luglio 2021 anche con i criteri del Nord America. Possiamo portarvi alcuni dati ad esempio:

“La certificazione Equal Salary è un’ulteriore tappa di una crescita del contributo femminile all’interno della Società. Dal 2016 al 2019, in particolare, le dipendenti sono aumentate dall’11,5% a oltre il 14% dei 4.285 lavoratori complessivi (dati al 31 dicembre 2019) e hanno assunto progressivamente maggiori responsabilità e ruoli crescenti.”

Come Ferrari e l’esempio della certificazione Equal Salary siamo tutti chiamati a fare meglio

I buoni esempi sparsi per tutto il mondo delle grandi cose, con piccoli gesti, che si possono realizzare sono molteplici. Il caso sopra riportato riguarda una immensa realtà, che però potrebbe stare benissimo ferma e non fare nulla. Invece si impegna e non si ferma ai primi obiettivi ma guarda sempre avanti per fare ancora meglio. Come Ferrari anche noi dobbiamo metterci d’impegno con ognuna delle nostre azioni quotidiane, perché una cascata nasce da una singola goccia.

Ma possibile che gli eventi in presenza inquinano così tanto?

EVENTI INQUINANO - Ma possibile che gli eventi in presenza inquinano così tanto? Da anni mi occupo di eventi virtuali e sono sempre stato sensibile al tema della sostenibilità tanto da essere tra gli ideatori di Eco Futuro, la fiera virtuale dell’ecologia presentata nel corso di Eco Festival svoltosi a Padova dal 13 al 17 Luglio, 2021. Durante la presentazione a cui ho partecipato ho avuto modo di conoscere dati e statistiche relativi all'inquinamento provocato dagli eventi in presenza e sono rimasto di stucco.

Eventi virtuali per business e sostenibilità

Precursore dei tempi, da sempre dotato di un intuito futuristico, ho percepito da tempo l’importanza della realtà virtuale affiancata alla partecipazione in presenza nel mondo fieristico. Ma le motivazioni per cui ho sempre creduto ciò sono ben diverse da quello che ho appreso durante la presentazione dell’ottava edizione di EXCO e delle sue novità.

Attraverso l’esperienza di Eco Futura, infatti, ho consolidato la consapevolezza che oltre alle opportunità legate agli affari e al business, la virtualizzazione degli eventi rappresenta una vera e propria svolta ecologista, che va assolutamente implementata.

I dati dimostrano quanto gli eventi in presenza inquinano

Dati alla mano, il dispendio energetico e le emissioni inquinanti legate a un evento a larga partecipazione sono impressionanti.

I dati diventano ancora più impressionanti se si confrontano quelli relativi all’emissione di CO2 di un evento di tre giorni svoltosi completamente in presenza, con quelli di uno svoltosi online Nel primo caso, infatti, l’emissione di CO2 data dalla somma di viaggio (aereo e via terra), alloggio ed energia consumata è pari a 1.153.291 Kg a persona.  L’emissione per un evento virtuale è invece di 16.798 Kg a persona. Moltiplicate le cifre per il numero di persone che partecipa solitamente a un evento e capite quanto l’opzione in presenza con partecipazione su larga scala pesa in termini di sostenibilità.

Ma l’inquinamento dato da un evento in presenza non si ferma qui. Infatti le stime sopra citate non calcolano il consumo eccessivo di carta, di plastica per imballaggi, una raccolta differenziata non possibile visti i grandi numeri di persone presenti etc…

Questo non può lasciare indifferenti.

Gli eventi virtuali in presenza inquinano ma non per questo vanno abbandonati

Esco da queste giornate di incontri ancora più convinto che sensibilizzare il mondo degli affari verso una svolta eco sostenibile sia ormai una esigenza imprescindibile. Saremo in prima linea in questo senso, forti della nostra esperienza e di una ancor più forte consapevolezza che una nuova impostazione ecologica del lavoro e della vita quotidiana sia un obiettivo comune da raggiungere quanto prima.

Comincio dal mio lavoro. Infatti, senza voler sminuire l’importanza degli eventi reali, la possibilità di utilizzare piattaforme virtuali come quelle che siamo in grado di realizzare, trasferendo una parte degli utenti sul web, potrebbe rivelarsi una soluzione ideale per abbassare notevolmente l’impatto sull’ambiente. Questo perché in primo luogo ridurrebbe maggiormente il numero di persone che si recano all’evento in presenza. Ciò porterà alla riduzione delle emissioni e alla possibilità di poter prestare più attenzione alle scelte in termini di fornitori e forniture per gli eventi in presenza, in modo che siano più sostenibili e attente all’ambiente.

Per saperne di più sugli eventi ibridi, clicca qui

Autosufficienza energetica ed ecosostenibilità: un futuro prossimo?

AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA ECOSOSTENIBILITÀ - Realizzare una struttura totalmente autosufficiente a livello energetico, in grado di mantenersi attiva e indipendente rispettando tutti i principi di ecosostenibilità: una possibilità concretamente realizzabile e realmente vantaggiosa?

Ne parliamo con Fabio Mori, giurista aretino trentacinquenne, ideatore e Direttore dal 2016 del progetto Casa dell’energia - Urban Center ad Arezzo, una struttura recentemente recuperata nel cuore della città medievale toscana e diventata un polo multifunzionale in grado di ospitare e organizzare eventi, convegni, mostre di arte e offrire spazi di aggregazione e condivisione sociale.

La casa dell’Energia: il raggiungimento dell’autosufficienza energetica e di una maggiore ecosostenibilità

Costruito sulle fondamenta di un antico bastione a guardia delle mura trecentesche che ancora formano l’ossatura della struttura, divenuta poi a fine 800 sede di una storica fonderia cittadina, la fonderia Bastanzetti. L’edificio è stato riqualificato con l’intento di diventare un esempio di architettura ecosostenibile e volto all’autonomia energetica, tramite l’uso dell'energia solare.

Uno splendido esempio di connubio tra tecnologia, storia e archeologia industriale: da una fabbrica metallurgica grandemente energivora a immobile alimentato da energie rinnovabili, dove l’attento progetto tecnologico di ristrutturazione incentrato sull’ottimizzazione dei consumi a livello impiantistico ha consentito la realizzazione di una stabile che tende all’impatto ambientale zero (zero impact).

Attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici, vetri termoisolanti, tetto ventilato e pavimento radiante, con il sussidio di una pompa di calore che sfrutta il gap termico per produrre energia, sia il consumo di energie non rinnovabili che le emissioni di componenti inquinanti sono tenute a bassissimo impatto.

I vantaggi dell’autosufficienza energetica e della ricerca di ecosostenibilità

"La filosofia che sta alla base di questo progetto - ci spiega Mori - è fondamentalmente quella di creare le basi per impostare un nuovo modo di pensare il lavoro e la vita in generale."

Utilizzando in maniera costruttiva le possibilità infinite del progresso e della tecnologia come le armi più efficaci per custodire e proteggere l’ambiente circostante e trovando nel contatto con la natura e nella tutela del territorio un rinnovato senso della vita e delle relazioni umane.

Questi sono innegabilmente gli obiettivi di un progetto come questo. I vantaggi sono enormi per l’ambiente e per la salubrità della vita delle generazioni future; trovare un nuovo modello di vita più equo e sostenibile è la grande sfida di questo millennio e sicuramente la sfida più importante da vincere.

Non a caso la green economy viene vista unilateralmente come l’unica possibilità di migliorare il benessere umano, ridurre i danni ambientali prima che diventino irreversibili e ristabilire attraverso un cammino comune, una maggiore equità sociale.

"È ovvio - prosegue Fabio Mori - che dietro a realizzazioni di questa natura ci siano da prevedere investimenti importanti, con benefici visibili nel lungo periodo."

I costi iniziali devono essere sostenuti da capitali sostanziosi, questo al momento è l’unico svantaggio che personalmente vedo nella progettazione e messa in opera di ambienti ecosostenibili.

Ma è anche vero che sempre maggiore attenzione viene data alla cosiddetta “transizione ecologica” e si moltiplicano i contributi economici e i finanziamenti degli Stati per sostenere una nuova visione Green, sia del mondo dell'industria che della vita quotidiana. D’altronde, al netto degli interessi economici più potenti, questa è l’unica via per lasciare alle generazioni future la possibilità di un mondo ancora vivibile.

Un esempio da rendere noto e divulgare

Un’ idea, un progetto così caro a Mori da essere oggetto del suo libro di prossima pubblicazione, pensato e maturato durante i lunghi mesi del lockdown.

“Rinascita Ecologica" che sarà presentato il 15 luglio prossimo nella sala convegni della Casa dell’Energia, nasce dal desiderio di raccontare non soltanto un’esperienza lavorativa, ma per lanciare un messaggio positivo per ritrovare nel rispetto dell’ambiente e nella qualità delle relazioni il vero obiettivo per il futuro.

Nelle pagine del libro viene illustrata la storia della struttura e della sua rinascita eco sostenibile spiegata nei dettagli tecnici, ma soprattutto viene mostrato come un vecchio polo industriale si sia trasformato in un museo dell’efficienza energetica a livello urbano, non soltanto come esempio per una riconversione di ambienti lavorativi ma come guida a una nuova impostazione ecologica nelle abitudini di vita e nel mantenimento delle proprie abitazioni.

Il grande rinnovamento di cui abbiamo assoluta necessità, conclude Mori, deve partire sì a livello industriale, ma per poi arrivare nelle case e nelle abitudini quotidiane delle persone; in questo modo sarà veramente possibile invertire l’andamento verso un nuovo paradigma e una migliore qualità della vita per noi e per le generazioni future che erediteranno la Terra.

EXCO torna in presenza ma sottoforma di fiera ibrida

EXCO FIERA IBRIDA -  Il tema dell'ecologia è un argomento che dovrebbe interessare tutti ma che ancora per molti è sconosciuto. Grandi sono i passa avanti fatti, ma troppi sono quelli che ancora ci sono da fare. Se però vuoi avere informazioni su quello che succede nel mondo riguardo alla svolta green non ti resta che visitare EXCO, la fiera ibrida sull’innovazione sostenibile

Ecofuturo e la scelta di una fiera virtuale sostenibile

Il team di Ecofuturo festival si impegna da anni a portare avanti la sua filosofia e etica: il connubio tra tecnologia e ambiente, il lato positivo dell’innovazione, le concrete opportunità per una reale svolta green. In seguito alle esigenze dettate dalla pandemia è nato il nuovo progetto di Exco, fiera virtuale su innovazione tecnologica sostenibile ed energie rinnovabili.

Nonostante il suo trasferimento online la fiera è rimasta un luogo dove cogliere opportunità di business, chiudere rapporti commerciali e mostrare i propri prodotti, potenzialmente in tutto il mondo. Adesso però si è data una nuova veste ulteriore, dimostrando di seguire sempre l’innovazione. Per questo è nata la nuova versione EXCO, una fiera ibrida che vedrà la luce contemporaneamente si in formato virtuale che in presenza.

EXCO fiera ibrida, dove e come partecipare

La fiera virtuale ormai non basta più, quindi lo staff ha voluto dare nuova vita all’ottava edizione del Festival Ecofuturo sotto una veste ancora più nuova. Si tratta di EXCO come fiera ibrida. Infatti l’evento si terrà dal 13 al 17 luglio 2021 al Fenice Energy Green Park di Padova. Allo stesso tempo però le dirette streaming permetteranno di partecipare all’evento anche in virtuale, da ogni parte del mondo e in qualunque momento. Gli eventi virtuali saranno inoltre fruibili tutto l’anno 24h su 24h. Il motivo della scelta lo si legge da questa dichiarazione che potete trovare sul sito ufficiale dell’evento:

“Lo scopo dello Staff di Ecofuturo è poter raggiungere il massimo di persone ed aziende, a livello mondiale, per diffondere corrette informazioni e dati sull’utilizzo e le opportunità legate alle energie rinnovabili e alle tecnologie sostenibili conosciute. Come sempre dichiarato, EXCO nasce per diventare l’hub delle ecoinnovazioni e luogo di incontro, scambio e formazione del mondo ecologista."

Numerose novità per EXCO in formato fiera ibrida

Tantissime sono le tecnologie e le tematiche presenti, dall’eco-innovazioni alle imprese sostenibili ed etiche. Ci sarà una ricca presenza del mondo dell’associazionismo, oltre a librerie, mostre, film e documentari e la possibilità di seguire webinar di approfondimento.

Non girerà tutto solo intorno al business. Ci sarà infatti spazio anche per un lato di godimento estetico e ludico. Exco è un ambiente 100% sostenibile e la sua scelta di una fiera ibrida rispecchia ampiamente quelli che sono gli ideali di sostenibilità che EXCO porta avanti da ormai 8 edizioni.

In più sarà ancora più accessibile. Infatti oltre a svolgersi contemporaneamente in presenza e in virtuale, tutti l’evento sarà fruibile da ogni tipo di apparecchiatura. Per Android e Ios è stata realizzata un’app capace di garantire da mobile le stesse funzioni che si hanno accedendo alla fiera da computer.

Adesso non ti resta che partecipare!